Da piazza San Pietro ad Acerra si è mosso ieri un corteo, pieno di dolore e rabbia. Ha raggiunto quella casa devastata dalle fiamme, dove viveva Fortuna Immacolata D’Anna. È lì che il suo compagno, incapace di accettare la separazione, l’ha prima tramortita e poi ha appiccato il fuoco. Lui è morto subito.
Lei ha trovato la forza di raccontare quanto accaduto prima di spegnersi al Cardarelli, vittima di un gesto atroce.
Fortuna è la 24ª donna uccisa in Italia nel 2025 per mano di chi diceva di amarla.
Ventiquattro. In poco più di tre mesi.
Questo dolore non può e non deve diventare normalità. Ogni nome, ogni storia, ogni volto merita memoria, giustizia e un impegno concreto per fermare questa spirale di violenza.



